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!!! NEW ACCOUNT !!!

Mon Mar 27, 2006, 2:40 PM
!!!!

my new account for only photos of mountains

il mio nuovo account solo per le foto di montagna



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!!!!!

- Alpinismo -

Wed Mar 15, 2006, 4:12 AM
Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria.
La mèta raggiunta è già superata.
Direi quasi un senso di amarezza per il sogno diventato realtà.
Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa,
lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai...
L'uomo felice non dovrebbe avere più nulla da dire, più nulla da fare.
Per mio conto preferisco una felicità irragiungibile,
sempre vicina e sempre fuggente


Giusto Gervasutti, il Fortissimo

(Cervignano del Friuli, 17 aprile 1909; Mont Blanc du Tacul, 16 settembre 1946)
all'indomani della prima alla Est delle Grand Jorasses,
la sua impresa più notevole

- Qliphoth -

Fri Dec 2, 2005, 6:51 AM
MP3
VITAMINIC : [link]

Track List:

01. Under the Tears of Dying God
02. La Via della Notte
03. Shadow in Dream
04. Ars
05. Teknè
06. Black Gates
07. The Infernal Legion
08. Il Sarcofago di Osiride
09. Tears of a Dying God
10. In the Heart of the Wood
11. Lord of the Black Tower
12. Silver Blade
13. The Diamond and the Snake
14. Vision of Fire and Ice
15. ...Gentle Steps...
16. Nell'Amore dell'Odio
17. Master
18. Malestrom
19. Lux Tenebrae (Sancta Sanctorum)

recensioni:

BLACK METAL ONLINE

da: [link]
( diretto: [link] )

Qliphoth

Autore: Northekorgh
Voto: 9.5


Un disco difficile, dal concept esoterico, intriso di misticismo numerologico e volutamente difficile da assimilare, intriso di quella malinconia onnipotente di cui può essere pregno solamente un lavoro geniale... Si snoda su 19 tracce dalle durate diverse (tra i 50 secondi e gli 11minuti) questo gioiello di Black Metal progressivo, è proprio la parola adatta, un Black Metal che guarda avanti, un Black Metal che diventa libro, che diventa formule matematiche, un Black Metal che diventa esegesi delle fervide menti che l'hanno create.

Sfuriate crudeli, marce, che ricordano per putrescente ferocia certi pezzi degli Anaal Nathrakh, si risolvono in un batter d'occhio in ballate strumentali, passaggi sinfonici, di un lirismo inarrivabile, cadenzati ritmi doom di una malinconia annichilente si tramutano di punto in bianco in indicibili cavalcate black metal; il tutto con una naturalezza incredibile, carillon mistici divengono chitarre rozze e cibernetiche e viceversa, in un susseguirsi di emozioni che sembrano successioni logiche obbligate tanto sono magistralmente amalgamate l'una con l'altra. Impossibile ritrovare un picco qualitativo o emozionale che sia, dalla prima all'ultima nota questo disco è una rivelazione, una commozione dell'anima che si sussume a livelli più alti sulle note governate dalla potenza dei numeri.

Veri e propri momenti di silenzio con una sola singola voce disperata e terribile ci riportano alla realtà minacciandoci con parole irriverenti che (sentire "Teknè") mi hanno ricordato veramente tantissimo passaggi mistici ed altamente esoterici di certi film di Alejandro Jodorowsky, personaggio le cui atmosfere e concetti faranno capolino più volte prima della, ahimè, fine di questo disco. Un disco difficile, da ascoltare più e più volte, difficile da fare proprio perchè scritto per perfezionare, un primo esperimento per i Qliphoth che rappresenta un centro perfetto, un disco geniale, personalissimo, originale, ben congeniato, suonato ottimamente, forse si poteva curare un po' più il suono della batteria nei passaggi più veloci e crudeli, ma nel complesso è una piccola pecca che non disturba proprio per niente... Un disco che rasenta la perfezione, da ascoltare e riascoltare in attesa di un nuovo lavoro.

METAL WAVE

da: [link]
( diretto: [link] )

Autore:
IRON-MAN» Recensione
I Qliphoth nascono nel 2003 a Firenze dalle menti di Bael e del Rev.Asmodeus.
Questo che recensisco è il primo full del gruppo, uscito dopo un minicd del 2003, Sub VII Vessillo; la proposta di questo gruppo è veramente particolare, infatti parlare di black metal sarebbe sicuramente riduttivo, infatti in quest’opera (parola che sembra definirlo meglio di un “album”) sono presenti elementi diversissimi tra loro, da quelli più “true” del genere, come ad esempio il suono delle chitarre e il riffing di certi pezzi, così come una voce in screaming distorta, melodie a volte quasi epiche con le tastiere e addirittura qualche influenza degli Aborym più techno, se vogliamo.
Il lavoro del duo è molto oscuro, introspettivo, veramente difficile da descrivere a parole tanti sono gli intermezzi recitati, suonati, cantati o urlati, e tanti sono i significati che hanno, infatti il gruppo manifesta una grande attrazione per tematiche letterarie arcane ed occulte; come dice il gruppo stesso questo è un percorso, una sorta di saggio musicale e letterario, e risultano sicuramente di difficile comprensione i testi (in italiano e inglese), elaborati ed introspettivi, che toccano spesso tematiche molto diverse tra loro e molto diverse dagli standard black metal.
Un altro aspetto che contraddistingue quest’opera è sicuramente il lato fantastico, fantasy e mitologico che in molte melodie viene evocato.
Il risultato di tutto ciò è sicuramente qualcosa di particolare, poliedrico e singolare, che probabilmente non piacerà ai puristi più true del black (soprattutto alcuni brani con forte venatura techno come Silver Blade), ma che presenta molti aspetti interessanti e molte strade aperte per il futuro; comunque risulta lodevole la prova del duo fiorentino, quindi non ci rimane che aspettare il nuovo lavoro che dovrebbe essere in fase di registrazione proprio ora.

(intervista al gruppo: [link] )



....IN USCITA....

LILITH

Outro
The Path of Hate ( Lilith’s Pleasure Grave )
Pentagram’s Structure ( Evocation of V Elements )
Blood Suicide’s Night ( Sacrifice of IX Parts of Body )
Cumgressus Daemon
Ecatombe ( Kill all Passiones for the Burning Hate )
Under Cold Moon Ligth ( Orgasm for Power Hell’s Coming )
No Human Eyes ( Missa Est )
Intro

Qliphot recensione

Thu Dec 1, 2005, 4:03 AM
da: [link]

Qliphoth

Autore: Northekorgh
Voto: 9.5


Un disco difficile, dal concept esoterico, intriso di misticismo numerologico e volutamente difficile da assimilare, intriso di quella malinconia onnipotente di cui può essere pregno solamente un lavoro geniale... Si snoda su 19 tracce dalle durate diverse (tra i 50 secondi e gli 11minuti) questo gioiello di Black Metal progressivo, è proprio la parola adatta, un Black Metal che guarda avanti, un Black Metal che diventa libro, che diventa formule matematiche, un Black Metal che diventa esegesi delle fervide menti che l'hanno create.

Sfuriate crudeli, marce, che ricordano per putrescente ferocia certi pezzi degli Anaal Nathrakh, si risolvono in un batter d'occhio in ballate strumentali, passaggi sinfonici, di un lirismo inarrivabile, cadenzati ritmi doom di una malinconia annichilente si tramutano di punto in bianco in indicibili cavalcate black metal; il tutto con una naturalezza incredibile, carillon mistici divengono chitarre rozze e cibernetiche e viceversa, in un susseguirsi di emozioni che sembrano successioni logiche obbligate tanto sono magistralmente amalgamate l'una con l'altra. Impossibile ritrovare un picco qualitativo o emozionale che sia, dalla prima all'ultima nota questo disco è una rivelazione, una commozione dell'anima che si sussume a livelli più alti sulle note governate dalla potenza dei numeri.

Veri e propri momenti di silenzio con una sola singola voce disperata e terribile ci riportano alla realtà minacciandoci con parole irriverenti che (sentire "Teknè") mi hanno ricordato veramente tantissimo passaggi mistici ed altamente esoterici di certi film di Alejandro Jodorowsky, personaggio le cui atmosfere e concetti faranno capolino più volte prima della, ahimè, fine di questo disco. Un disco difficile, da ascoltare più e più volte, difficile da fare proprio perchè scritto per perfezionare, un primo esperimento per i Qliphoth che rappresenta un centro perfetto, un disco geniale, personalissimo, originale, ben congeniato, suonato ottimamente, forse si poteva curare un po' più il suono della batteria nei passaggi più veloci e crudeli, ma nel complesso è una piccola pecca che non disturba proprio per niente... Un disco che rasenta la perfezione, da ascoltare e riascoltare in attesa di un nuovo lavoro.


Track List:

01. Under the Tears of Dying God
02. La Via della Notte
03. Shadow in Dream
04. Ars
05. Teknè
06. Black Gates
07. The Infernal Legion
08. Il Sarcofago di Osiride
09. Tears of a Dying God
10. In the Heart of the Wood
11. Lord of the Black Tower
12. Silver Blade
13. The Diamond and the Snake
14. Vision of Fire and Ice
15. ...Gentle Steps...
16. Nell'Amore dell'Odio
17. Master
18. Malestrom
19. Lux Tenebrae (Sancta Sanctorum)



....thx...a tutti

!!!ola!!!

Tue Nov 8, 2005, 1:59 PM
...the return

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